Cimitero delle Fontanelle tra degrado, immondizia e abusivismo

Lo storico Cimitero delle Fontanelle, che potrebbe attrarre grossi flussi turistici, è completamente abbandonato all’incuria

La strada che costeggia il “Cimitero delle Fontanelle” si presenta piena di spazzatura, di capannoni chiaramente abusivi, perché per legge non ci si potrebbe costruire in quanto la zona fa parte del Parco metropolitano delle colline di Napoli. Non solo degrado, abbandono, abusivismo e immondizia attanagliano lo storico Cimitero delle Fontanelle, ma anche l’incuria del manto stradale. Percorrendo la strada ci si può imbattere in una buca enorme che sta cosi da mesi, senza che il Comune sia intervenuto per una riparazione, ha semplicemente provveduto ad una minima e arrangiata recinzione.

Il culto delle anime “pezzentelle”

Il Cimitero delle Fontanelle si trova nel cuore del rione Sanità e inizialmente veniva usato per dare degna sepoltura ai malati che persero la vita durante l’epidemia di peste del 1656 e quella di colera del 1836. Ha origini antichissime, col tempo è divenuto anche molto famoso per il culto delle “anime pezzentelle” che consisteva nell’adozione di un cranio di uno sconosciuto che quindi veniva considerata un’anima abbandonata (ecco dunque perché il termine pezzentella che sta a significare proprio abbandonata) in cambio di protezione.

Tra le “anime pezzentelle” ne esistono alcune molto famose, che sono diventate fonte di miti e leggende e sono impresse ormai nell’immaginario collettivo partenopeo, la più famosa è probabilmente quella del “capitano”. Si narra infatti che una giovane donna era molto devota al teschio del capitano, e il suo fidanzato, poco tempo prima che i due si unissero in matrimonio, geloso delle troppe attenzioni che essa rivolgeva al teschio del capitano decise un giorno di accompagnarla. Portò con se un bastone di bambu e lo conficcò in un occhio del teschio e poi invitò lo invitò ironicamente al proprio matrimonio. Il giorno delle nozze  si presentò un tale vestito da carabiniere, e che gli sposi non conoscevano. Lo sposo allora gli chiese chi fosse e come mai fosse lì, il carabiniere rispose che era stato egli stesso ad invitarlo e si mostro per ciò che era: uno scheletro. Alla sua apparizione gli sposi e tutti gli invitati morirono sul colpo.

Il Cimitero delle Fontanelle venne chiuso nel 1969 dall’arcivescovo di Napoli che si disse preoccupato della troppa importanza che stava assumendo il culto delle “anime pezzentelle”, è stato riaperto nel 2010 ed è diventato un museo. Certamente vista l’importanza, la storia e l’indubbio fascino che circondano il cimitero, potrebbe essere una meta ambita dai turisti. Invece visto lo stato di degrado in cui versa, di sicuro di turisti non potrà attrarne. Il cimitero delle Fontanelle è l’ennesimo esempio di come questa città abbia dei diamanti bellissimi da mostrare, ma che, invece di far risplendere, tende a oscurare.