La chiesa-libreria Grimaldi in via Carlo Poerio

La cappella Matri divinae gratiae dicatum a Chiaia è stata restaurata e restituita alla città, divenendo una chiesa-libreria. La Casa Editrice Grimaldi è stata la garante dell’opera di recupero.

Grazie a Marzio Alfonso Grimaldi e alla sua Casa Editrice e Libreria napoletana, una nelle tante perle architettoniche e artistiche abbandonate della città di Napoli, la chiesa Matri divinae gratiae dicatum (Dedicata alla divina madre della divina grazia) riscopre i suoi antichi fasti riconvertendosi in una chiesa-libreria in via Carlo Poerio a Chiaia.

La chiesa-libreria Grimaldi, un esempio di recupero del patrimonio architettonico della città

La chiesa della madre della divina grazia era prima di adesso chiusa da un catenaccio sin dalla morte, negli anni ’80, del suo curato, in quel più totale stato di abbandono dove a regnare non erano le attenzioni di una comunità, ma l’incuria, la vegetazione ruderale e i rovinosi segni del tempo. Due anni fa dopo un bando pubblico e una arricchente collaborazione con la Curia, le Soprintendenze al Polo museale e ai Beni architettonici Marzio e Simona Grimaldi la emancipano dalla decadenza e la restituiscono alla città.

La chiesa da oltre trent’anni in rovina, ritorna a essere partecipata dai suoi cittadini

Ora come una chiesa-libreria accoglie nelle restaurate cappella e sacrestia la Casa editrice e la Libreria Grimaldi, le quali come in un show room di Antiquariato librario e di artigianato del libro ritornano a rivivere offrendo una lezione di consapevole modernità. L’antica stanza che una volta ospitava il letto del sacerdote è stata riconvertita in un suggestivo studiolo, dal quale si intravede immediatamente la cappella costituita da un altare e da un coro.

Grandi librerie mettono in mostra le oltre 220 pubblicazioni della Grimaldi, che prevalentemente si specializza nella riproduzione di pregio di testi, grandi opere e stampe della Napoli seicentesca e settecentesca e nella raccolta, restauro e rivendita di antichi volumi dell’Antico regime delle Due Sicilie.