Centrale del falso in Versilia smascherata dalla Guardia di Finanza

Sequestrati 150.000 prodotti contraffatti e denunciate 10 persone nell’ambito dell’inchiesta su di una Centrale del falso in Versilia

Una vera e propria centrale del falso in Versilia è stata sgominata dalla Guardia di Finanza del gruppo di Viareggio (Luca). Sono stati, infatti, sequestrati oltre 150.000 prodotti contraffatti di note marche e denunciate 10 persone per i reati di produzione e commercio di prodotti recanti marchi industriali contraffatti e ricettazione.

 

Operazione portata avanti dalla scorsa estate per sgominare una centrale del falso in Versilia

Un’indagine che andava avanti fin dalla scorsa estate, grazie a sequestri effettuati in Versilia nei confronti di un napoletano, mentre questi vendeva sulle spiagge, cravatte e foulard contraffatti della nota marca ‘E. Marinella’. Da quel punto è partita, da parte della Procura della Repubblica di Lucca, una serie di appostamenti, pedinamenti e intercettazioni di comunicazioni telefoniche e telematiche, ricostruendo tutta la vicenda. E risalendo ai vertici dell’organizzazione avente la propria base operativa in alcune fabbriche nella città di Napoli e in alcuni paesi limitrofi.

All’alba di lunedì scorso, circa 40 militari delle Fiamme Gialle viareggine, in collaborazione con i militari del gruppo di Napoli, hanno eseguito 13 decreti di perquisizione emessi dall’autorità giudiziaria lucchese. Grazie all’aiuto dei vigili del fuoco, i militari sono riusciti ad abbattere alcune porte blindate nei luoghi individuati per l’attività criminosa. E successivamente hanno provveduto a effettuare i sequestri di oltre 150.000 prodotti con marchio contraffatto di note marche.

 

Sequestrate, nella centrale del falso in Versilia, 1000 cravatte pronte a essere trasformate con il marchio ‘Marinella’

Sequestrate, inoltre, anche circa 1000 cravatte ‘Made in China’, pronto a essere trasformato in ‘Made in Italy’ con il marchio “E. Marinella”, prima di essere messe in vendita in tutta la penisola. Ritrovati durante le perquisizioni, anche dei clichè e un programma informatico per la riproduzione illegale dei marchi delle griffe sequestrate.