Carcere di Poggioreale, detenuto aggredisce agente di polizia penitenziaria

Grave episodio nel carcere di Poggioreale a Napoli, dove un Agente di Polizia Penitenziaria è rimasto ferito dopo esser stato aggredito da un detenuto

Grave episodio, martedì, nel carcere di Poggioreale a Napoli, dove un Agente di Polizia Penitenziaria è rimasto ferito dopo esser stato aggredito da un detenuto straniero. Ne da notizia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

 

Un detenuto straniero ha aggredito un agente nel carcere di Poggioreale

“Il detenuto – ha spiegato Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del SAPPE –, un uomo di nazionalità ghanese di 23 anni, ristretto per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, ha aggredito violentemente, presso il Reparto detenito Avellino – destro isolamento giudiziario – un Agente di Polizia Penitenziaria. Lo ha colpito vigliaccamente, all’improvvisto e senza ragione alcuna, con una testata al viso che gli ha procurato un trauma cervico-facciale, con calci e pugni che gli hanno provocato escoriazioni al collo e contusioni multiple. Una violenza grave ed inaccettabile, che mi auguro venga non solo stigmatizzata ma severamente punita. Il SAPPe, nel denunciare ancora una volta una aggressione ai danni del personale della Polizia Penitenziaria, esprime solidarietà ai colleghi feriti e augura loro una pronta guarigione ed il ritorno in servizio”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, sollecita Ministro e Capo DAP a intervenire,: “Quella di Poggioreale è l’ennesima grave e intollerabile aggressione da parte di un detenuto ai danni di poliziotti penitenziari. La situazione nelle nostre carceri resta allarmante, nonostante si sprechino dichiarazioni tranquillanti sul superamento dell’emergenza penitenziaria: la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione. E’ solo grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziari, a cominciare dal ripianamento delle carenze organiche dei Reparti di Polizia Penitenziaria della Campania”.

Il SAPPE torna a denunciare il ciclico ripetersi di eventi critici in carcere che vede coinvolti detenuti stranieri. “’E’ sintomatico”, spiega il leader nazionale dei Baschi Azzurri, “che negli ultimi dieci anni ci sia stata un’impennata dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, che da una percentuale media del 15% negli anni ’90 sono passati oggi ad essere oltre 18mila. Fare scontare agli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile la pena nelle carceri dei Paesi d’origine può anche essere un forte deterrente nei confronti degli stranieri che delinquono in Italia’. Il dato oggettivo è però un altro: le espulsioni di detenuti stranieri dall’Italia sono state fino ad oggi assai contenute, oserei dire impercettibili. E credo si debba iniziare a ragionare di riaprire le carceri dismesse, come l’Asinara e Pianosa, dove contenere quei ristretti che si rendono protagonisti di gravi eventi critici durante la detenzione”. Capece evidenzia infine come anche il grave evento critico accaduto nel carcere di Napoli Poggioreale è “sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. A poco serve un calo parziale dei detenuti, da un anno all’altro, se non si promuovono riforme davvero strutturali nel sistema penitenziario e dell’esecuzione della pena nazionale, a cominciare dall’espulsione dei detenuti stranieri, specie quelli – e sono sempre di più – che, ristretti in carceri italiani, si rendono protagonisti di eventi critici e di violenza durante la detenzione”. (AGV/NEWS).