Campania, Ciarambino (M5S): assunzioni illegali al Policlinico

Assunzioni illegali al Policlinico. Le dichiarazioni della consigliera regionale della Campania del Movimento 5 Stelle della Campania, Valeria Ciarambino.

A seguito di un nostro esposto, l’Autorità nazionale anticorruzione ha concluso un’istruttoria firmata dal presidente Cantone, inviando a sua volta un esposto a Procura e Corte dei Conti nel quale ha rilevato le gravi irregolarità da noi sottolineate sulle modalità di reclutamento del personale a tempo determinato dell’azienda Ospedaliera Vanvitelli”. A dichiararlo è la consigliera regionale della Campania del Movimento 5 Stelle della Campania, Valeria Ciarambino.

 

Ciarambino: “Istruttoria dell’Anac grazie al nostro esposto”

Nei nostri rilievi – continua la consigliera – abbiamo messo fin da subito in evidenza che in Regione sono fruibili numerose graduatorie da procedure già espletate, il cui utilizzo consentirebbe, in economia, una rapida ricostruzione della dotazione organica. Nonostante questo, il Policlinico Vanvitelli ha indetto un’autonoma gara per l’affidamento del servizio di somministrazione di lavoro a tempo determinato per 63 milioni oltre Iva per tre anni. Il tutto in assoluta assenza di trasparenza nelle procedure di selezione e con costi di gran lunga superiori rispetto all’impiego di personale strutturato e a tempo indeterminato”.

Il ricorso al lavoro interinale – conclude la Ciarambinoviola la legge Madia, che da gennaio 2018 vieta il ricorso a incarichi a tempo determinato. Giova ricordare che la Vanvitelli era stata già oggetto di numerose segnalazioni, a cui abbiamo fatto seguire una nostra interrogazione, su presunti casi di parentopoli e assunzioni di lavoratori sponsorizzati da sindacati e politici. Siamo contenti che, sulla scorta del nostro esposto, l’Anac si sia mossa tempestivamente, inviando alla Procura ordinaria e alla magistratura contabile un’istruttoria che richiama tutti i nostri rilievi e che abbia tenuto conto del fatto che le assunzioni siano state fatte in palese violazione di principi di evidenza pubblica”.

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