Camorra, in carcere Cipriano Chianese. Inquinò la Terra dei Fuochi per i Casalesi

Arrestato Cipriano Chianese, colletto bianco dei Casalesi

di Redazione

Era già agli arresti domiciliari, Cipriano Chianese, 62enne, quando è stato tratto in arresto e condotto in carcere dalla Dia. Imprenditore, ex candidato alla Camera con Forza Italia, era tra i colletti bianchi del clan dei Casalesi: gestì tramite le sue società anche la Resit – discarica nel giuglianese oggi ritenuta una vera e propria “bomba ecologica” – e, secondo gli inquirenti, avrebbe inventato e gestito il milionario affare delle ecomafie per conto del clan della provincia casertana, contribuendo allo sversamento illecito di rifiuti tossici in Campania e, di conseguenza, a generare il Triangolo della Morte della Terra dei Fuochi.

L’inchiesta che aveva già portato Chianese ai domiciliari era stata aperta nel 2006 e lo vedeva accusato di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, acquisizione illecita di società legate alla camorra e sversamento abusivo di rifiuti nelle discariche afferenti alle sue società; nel 2006 gli erano stati sequestrati beni per 82 milioni di euro, poi resi confiscati ad aprile 2013. A riaprire le indagini, archiviate nel 2011, sono state le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia – anche lui affiliato ai Casalesi – che avrebbe accusato Chianese di avergli commissionato l’omicidio di un magistrato.

Chianese avrebbe promesso ben un milione di euro per attentare alla vita di un magistrato della Dda che stava indagando sul suo conto: il collaboratore di giustizia avrebbe riferito che l’omicidio non fu portato a termine perhè Chianese fu poi arrestato all’inizio del 2006 ed il procedimento giudiziario a suo carico fu avviato. Non si conosce il nome del magistrato scampato all’agguato di camorra, perchè il pentito avrebbe dichiarato di non ricordare il nome dell’uomo che avrebbe dovuto uccidere su commissione di Chianese.

10 dicembre 2013

 

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