Calcio scommesse, il caso Bari

Calcioscommesse: l’inchiesta di Bari


In attesa dell’audizione di lunedì 11 marzo del tecnico della Juventus Antonio Conte, in Procura Figc si e’ svolta un’altra giornata di interrogatori sul filone d’inchiesta Bari-bis sul calcioscommesse. Inoltre saranno ascoltati Giovanni Marchese, oggi al Catania, del pentito Andrea Masiello e dell’ex attaccante del Bari, Vitali Kutuzov che non aveva risposto alla prima convocazione perché all’estero Nicola Santoni (ex portiere del Bari), Luciano Tarantino (ex team manager dei pugliesi) e Giorgio Perinetti (ex ds biancorosso). ”Non so quali addebiti ci possano essere per Conte, lui ha sempre incitato alla vittoria e preparato le squadre con intensita’ e attenzione. Io conosco solo quel Conte li’”, ha detto Perinetti al termine dell’audizione.

Nel corso dell’audizione si sarebbe soffermato sull’ambiente barese di allora. ”Abbiamo visto solo successi, grandi prestazioni e stadi pieni con un percorso di crescita iniziato con l’avvento di Conte – aggiunge – abbiamo vissuto due stagioni e mezza eccezionali poi se c’è stata qualche infedeltà, questo è qualcosa da cui il sistema si deve difendere da sistema e non da club a club”. Nessun timore per un eventuale coinvolgimento personale. “Temo un deferimento per omessa denuncia? Io non avevo nulla da denunciare – si difende Perinetti. Si denuncia quello che si conosce. Da quello che ho letto tramite stampa, le dichiarazioni dei giocatori testimoniano che erano esortati sempre a fare il massimo e questo per me è importante”.

Ad essere ascoltato per ultimo oggi è stato Luciano Tarantino a cui sarebbero state poste domande sull’ambiente e sullo spogliatoio biancorosso. Anche lui avrebbe dichiarato di non essere a conoscenza di situazioni particolari. Gli interrogatori riprenderanno lunedì quando sarà la volta di Conte. Ascoltato nei giorni precedenti è stato il giovane talento del Bari, Nicola Bellomo, su cui hanno puntato gli occhi club di Serie A come Milan ed Inter.

La posizione dell’attaccante era già stata archiviata dalla Procura di Bari, titolare dell’inchiesta penale, perchè «risulta estraneo all’accordo secondo le dichiarazioni dei calciatori interrogati ed in particolare di Masiello, Stellini ed Esposito». Masiello, in particolare, scagionò l’ex compagno già la scorsa estate quando fu ascoltato dagli 007 federali: “Credo che tutti i miei compagni hanno assistito alla telefonata di Guberti ad esclusione dei giovanissimi Infimo, Galano e Bellomo”. E oggi pomeriggio il biancorosso classe ’91, giunto senza avvocato, avrebbe confermato di non essere a conoscenza di nessuna riunione con i compagni, in quanto, data la giovane età, lui e gli altri Primavera usufruivano di uno spogliatoio differente da quello del resto della squadra.

Più delicata la posizione di Guberti che, nell’ora e quaranta minuti di interrogatorio in cui era assistito dall’avvocato Antonio Conte, si è dovuto difendere dalle accuse di diversi ex compagni: “Il giorno della partita De Vezze e Guberti si sentirono al telefono con Fusco (che sarà ascoltato domani, ndr), il capitano della Salenitana – raccontò Lanzafame ai pm di Bari – per accordarsi sulla cifra. Guberti distrusse il telefono usato bagnandolo in piscina e gettandolo nel cassonetto di fronte all’albergo”, aggiunse Masiello. L’ex Samp avrebbe comunque fornito ulteriori elementi utili all’indagine

Tre mesi fa sono stati notificati in tutta Italia, dai carabinieri di Bari, al termine di distinti filoni di indagini sul fenomeno del calcio scommesse condotte dalla Procura di Bari, tre distinti avvisi di conclusione delle indagini a carico di 36 persone, tra cui 27 calciatori in attività ed ex calciatori. Il reato contestato agli atleti è quello di concorso in frode sportiva.

Per quanto riguarda i calciatori, ad onor del vero, sono quasi tutti calciatori ed ex calciatori del Bari, tra cui l’attuale portiere del Torino Gillet e l’attuale capitano dei biancorossi pugliesi Caputo. Agli atleti viene contestato il reato di concorso in frode sportiva in relazione alle presunte combine avvenute in 2 incontri di calcio del campionato di serie B, precisamente Bari-Treviso del 10 maggio 2008 che finì con un clamorosa vittoria della squadra ospite e Salernitana-Bari del 23 maggio 2009, vinta dalla squadra di casa, impegnata nella lotta per non retrocedere, per 3-2. Le due partite, secondo quanto sostiene l’accusa, furono vendute dai biancorossi per 220 mila euro complessivi.

Dieci calciatori biancorossi, per perdere Bari-Treviso, secondo l’accusa, hanno intascato complessivamente la somma di 70 mila euro. Il denaro sarebbero stato consegnato da Pianu, giocatore del Treviso ai baresi Rajic, Santoruvo Lanzafame, Gillet, Marco Esposito, Belmonte, Strambelli, Bonanni, Ganci e Spadavecchia. Per far vincere la Salernitana, impegnata nella difficile lotta per non retrocedere in serie C, due calciatori Luca Fusco e Massimo Ganci, ex Bari ed il team manager D’Angelo avrebbero offerto 150 mila euro a 16 calciatori del Bari e al tuttofare della squadra pugliese, l’infermiere Iacovelli, accusato di favoreggiamento.

I calciatori del Bari che, secondo la pubblica accusa, hanno ricevuto il denaro, per un ammontare di circa 7mila euro a testa, sono: Andrea Masiello, Stellini,Lanzafame, Kutuzov, Marco Esposito, Santoni, Alessandro Parisi, Gillet, Colombo, Bianco, Edusei e Guberti. Secondo le indagini, Iacovelli avrebbe aiutato i calciatori del Bari a compiere il reato di frode sportiva ed avrebbe ricevuto l’intera somma destinata ai giocatori distribuendola come buon padre di famiglia, in parti uguali.

Per perdere le partite del campionato di Serie A, 2010-2011 Palermo-Bari e Bari-Sampdoria, alcuni giocatori, secondo l’accusa, incassarono complessivamente una somma pari a 140 mila euro. E’ quanto emerge del secondo dei tre avvisi di conclusione delle indagini fatti notificare dalla Procura di Bari a 36 persone. Per perdere l’incontro Palermo-Bari del maggio 2011, terminato con la vittoria della squadra di casa, per 2-1, i calciatori del Bari, Parisi, Bentivoglio e Marco Rossi, secondo l’accusa, accettarono la somma di 30 mila euro ciascuno da Hristian Ilievski e da altre persone non ancora identificate, grazie alla mediazione dell’ex calciatore Andrea Masiello, e del tutto fare Iacovelli.

La combine della partita di serie A Bari-Sampdoria, terminata con la vittoria della squadra ospite per 1-0 fu organizzata, secondo l’accusa, dopo che il calciatore della Sampdoria Guberti, in concorso con altre persone rimaste ancora ignote, offrì circa 50 mila euro al calciatore Masiello ed ad altri giocatori partecipanti all’incontro per far vincere la Sampdoria.

Il terzo provvedimento di conclusione delle indagini, riguarda tre capi ultrà del Bari, arrestati il 10 maggio 2012, ai quali viene contestato il concorso in violenza privata, per aver prima minacciato e poi schiaffeggiato un giocatore del Bari, nonché per aver costretto la propria squadra del cuore a perdere contro il Cesena e la Sampdoria, consentendo ai capi ultra di scommettere tranquillamente sulla sconfitta della propria squadra.

L’unico giocatore che può tirare un sospiro di sollievo è il difensore centrale dell’Inter, Andrea Ranocchia, per lui c’è stata l’archiviazione.

(Parte dell’articolo è estratto dall’articolo di Giuseppe Parente dal sito Notte criminale)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *