Bagnoli e SbloccaItalia. Puglia (M5S): “Interrogazione parlamentare per far luce sul perché degli scontri”

NAPOLI –  Sergio Puglia, del M5S e membro della Commissione Lavoro e Previdenza Sociale in Senato, è pronto a presentare una interrogazione parlamentare per far luce sugli scontri avvenuti dinanzi ai cancelli di Città della Scienza, in Via Coroglio, alla fine del corteo indetto per il 7 Novembre contro lo SbloccaItalia. Scontri che hanno visto fumogeni, petardi ma soprattutto lacrimogeni al peperoncino e sassi. “Per la vicenda di oggi – dice Pugliafarò una interrogazione parlamentare perché dobbiamo capire bene cosa è successo, perché qualcuno ha dato il via alla carica su persone anziane e anche bambini” e aggiunge: ” Lo SbloccaItalia sta creando i primi sfaceli sociali. Questo Governo ha messo la fiducia su un provvedimento su cui nessuno è d’accordo. Allora, per favore,  faccia non un passo indietro ma dieci passi indietro”. Del M5S presenti al corteo anche Salvatore MicilloPaola NugnesVilma Moronese e Roberto Fico.

IL PROGRAMMA. Il corteo era stato annunciato da tempo con programma e percorso. Da Piazzale Tecchio a Città della Scienza per manifestare, in maniera pacifica, contro il ‘decreto legge 133/2014, meglio conosciuto come “Sblocca Italia” in quanto visto come “un violento attacco alle procedure democratiche per il governo del territorio ed al patrimonio urbanistico ed ambientale del nostro paese con misure per la svendita del patrimonio immobiliare pubblico, la deregolamentazione degli interventi edilizi, il rilancio indiscriminato delle ‘grandi opere’, l’incentivazione degli strumenti finanziari a servizio della speculazione immobiliare, la promozione degli impianti per l’incenerimento dei rifiuti, l’agevolazione delle trivellazioni per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, lo proliferazione di gasdotti e gassificatori – si spiega sulla pagina dell’evento creato su Facebook dove si sottolinea anche ‘un attacco ai movimenti popolari ed ai comitati di base, sui quali il dogmatismo neoliberista vuole ribaltare le proprie responsabilità per la crisi economica e sociale. Col pretesto di superare i veti del ‘fondamentalismo ambientalista’ che bloccherebbe il paese, si vuole stroncare ogni critica di massa a questo pernicioso modello di sviluppo, ogni resistenza popolare alle politiche liberiste”.

Ma la questione più dolente è ancora una volta la riqualificazione di Bagnoli  e si legge ” l’articolo 33, che detta procedure straordinarie per interventi di rigenerazione urbana ed ambientale, inizialmente pensato per l’ex area industriale napoletana di Bagnoli e successivamente esteso all’ intero territorio nazionale. Con un provvedimento senza precedenti, i cittadini, le assemblee elettive locali e gli organi di controllo statali sono espropriati del diritto di pianificare il territorio di loro competenza, che viene affidato ad un commissario governativo-podestà: sarà questi, insieme ad un soggetto attuatore unico costituito da istituti finanziari, costruttori e proprietà immobiliare, a decidere i destini delle aree considerate ‘di interesse nazionale’. Il programma d’intervento così congegnato derogherà a piani urbanistici e norme di tutela ambientale. Si tratta di misure apertamente anticostituzionali, pensate ad hoc per promuovere la speculazione edilizia sull’ ultima grande area libera del litorale urbano di Napoli; laddove, cancellando la grande spiaggia pubblica balneabile ed il parco verde di 130 ettari previsti dagli strumenti urbanistici, si intende realizzare un mostruoso complesso portuale-residenziale-alberghiero”.

Al motto:” A BAGNOLI E SU TUTTI I NOSTRI TERRITORI NON SERVONO COMMISSARI MA LAVORO, AMBIENTE E DEMOCRAZIA!” è partito il corteo riunitosi a Piazzale Tecchio alle 9:30 a cui hanno aderito le seguenti sigle: Assise cittadina per Bagnoli, Laboratorio Politico Iskra, (Area Flegrea, Aversa, S.Maria C.Vetere), Coordinamento Studenti Flegrei, Si Cobas, Coc Napoli, Comunisti per l’organizzazione di classe, Contadini di S.Laise, Bancarotta 2.0 – Lido Pola liberato, Zero81, Magnammece ‘o Pesone – campagna per il diritto all’abitare, Cantiere Sociale Quarto Mondo, Ex-Asilo Filangieri, Giardino Liberato di Materdei, Coordinamento studentesco casertano, Collettivo Autorganizzato Universitario, Studenti Autorganizzati Campani, Clash City Workers, Laboratorio Politico Kamo Area Nord, Mensa Occupata, Studenti Federico II, Cittadini Campani per un’altro piano dei rifiuti, Rete Campana Salute ed Ambiente, Stop Biocidio, Laboratorio Occupato Insurgencia, USB – Campania, Cobas, Comitati Acqua Pubblica, Coordinamento Irpinio No Triv, P. Carc, Coordinamento lista Tsipras Napoli, M5S Napoli, Identità Insorgenti, Coordinamento II Policlinico, Attac Napoli, Comitato Cassaintegrati e Licenziati Fiat, Collettivo Insorgenza Musica, Rete Ambiente e Salute della Provincia di Salerno
Galleri Art, Classe Operaia Nola, Comitato Cassaintegrati e Licenziati Fiat, Collettivo Insorgenza Musica, Coordinamento ) dicembre Campania, CDUP Ingegneria,Il Salice Bianco,Rifondazione Comunista di Napoli e Nazionale, Slai cobas per il sindacato di classe Taranto Ilva, Proletari Comunisti Taranto, LINK Napoli – coordinamento universitario, Combat Roma, Combat Viterbo, Sher Khan Cerca Casa – Roma , Casp, Promakos

 

LA CRONACA. Giunti dinanzi ai cancelli di Città della Scienza, così come documentato nel video e fotoreportage di ieri sono scoppiati gli scontri. Come da programma, alle 16:00 presso il Politecnico Ingegneria Federico II° di Fuorigrotta, si è tenuta regolarmente l’Assemblea pubblica durante la quale sono intervenuti i rappresentati dei comitati e si è fatto il punto della situazione in merito agli scontri accaduti all’ora di pranzo e alle prime narrazioni giornalistiche da parte delle grandi testate locali.

INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE VERSO LA CITTADINANZA. Molto contestato il comunicato rilasciato dalla Direzione di Città della Scienza che parla di “Attacco” alla struttura: “Ancora una giornata nera per Napoli, per Bagnoli e per la democrazia – cita il comunicato e continua – Dopo l’attentato incendiario del 4 marzo 2013 che ha distrutto il Science Centre di Città della Scienza; dopo l’assalto alla manifestazione della CGIL del 1° maggio 2013; ancora una volta i violenti e le forze criminali della città hanno lanciato – utilizzando la manifestazione di oggi contro il decreto SbloccaItalia e la legittima protesta pacifica – il messaggio che Città della Scienza deve chiudere.Violenti ben noti; che godono di una incomprensibile impunità e agibilità; spesso coperti da settori delle istituzioni, alcuni esponenti delle quali – e persino alcuni parlamentari – erano oggi al corteo.

Centinaia di bambini e ragazzi, semplici visitatori, partecipanti ai congressi in corso a Città della Scienza, centinaia di lavoratrici e lavoratori che erano all’interno della struttura, insomma migliaia di persone, sono stati presi in ostaggio e terrorizzati da settori violenti organizzati e pronti – da giorni evidentemente – all’assalto a Città della Scienza. Ma la Napoli democratica non si farà intimidire da camorristi, violenti e sfascisti. Il mondo della scienza e della cultura non arretrerà di un passo, proseguirà le proprie attività, ricostruirà il Science Centre, contribuendo alla rinascita di Bagnoli, riportandovi lavoro vero contro precarietà, mattone selvaggio e deserto produttivo. Per questo chiediamo alle istituzioni; a tutte le forze politiche, sindacali e sociali; al mondo della scienza e della cultura; alle associazioni e ai cittadini tutti, ancora una volta di far sentire la propria presenza nella sfida comune per la rinascita della nostra martoriata città.

Chiediamo alle centinaia di migliaia di persone che in questi ultimi anni ci sono stati vicini – e soprattutto dopo l’attentato incendiario – di mobilitarsi nuovamente a sostegno di Città della Scienza.
Chiediamo infine alla Magistratura di conoscere finalmente nomi e cognomi di chi ha incendiato il Museo e di garantire l’agibilità democratica sul territorio. LA FONDAZIONE IDIS-CITTÀ DELLA SCIENZA”

A questo comunicato segue la risposta della senatrice Paola Nugnes (M5S), ripercorrendo anche le fasi precedenti al decreto SbloccaItalia che riguardano la riqualificazione del quartiere di Bagnoli – con queste testuali parole: Le parole di IDIS Città della Scienza sono al limite della calunnia. Rigettiamo e biasimiamo le loro insinuazioni sulla presenza di violenti ben noti che godono di una incomprensibile impunità e agibilità; spesso coperti da settori delle istituzioni, alcuni esponenti delle quali – e persino alcuni parlamentari – erano al corteo. Oltre ad essere parole bugiarde, sono espresse anche in un cattivo italiano.”

Noi condanniamo e stigmatizziamo ogni forma di violenza, sempre, ma come disse Ghandi:“Per me è sempre stato un mistero perché gli uomini si sentano onorati quando impongono delle umiliazioni ai loro simili.” spiega Paola Nugnes – Costringere una comunità ad atti di violenza vuol dire umiliarla nella propria dignità. I responsabili di quanto accaduto ieri a Bagnoli sono tutti, da chi ha rotto i cordoni e tirato i sassi a chi ha lanciato lacrimogeni e picchiato coi manganelli. Sono responsabili coloro che hanno impartito gli ordini, ma soprattutto sono responsabili coloro che hanno umiliato tutta questa gente alla perdita della propria dignità nella violenza compiuta. La vera responsabile è quindi l’azione politica di questo governo, che ha dichiarato guerra ai cittadini. La mia paura è che si possa scatenare una reazione a catena su tutti i territori.”

“Noi vogliamo sì “una città della scienza”” – prosegue Nugnes – “ma lontano dalla spiaggia, come dice la legge, e su terreni bonificati: si ricorda infatti che la Provincia non ha mai esibito, perché non in suo possesso, il certificato di avvenuta bonifica che sarebbe dovuta essere realizzata prima della costruzione nel 1997. Ricordiamo che questa è stata realizzata grazie ad un accordo di programma in “variante” allo strumento urbanistico (Variante occidentale), alla legge di stato 582/’96, e al Vincolo paesaggistico del 1999. Convenzione dichiarata poi illegittima, ma per cui a IDIS Città della Scienza fu riconosciuta una concessione di 99 anni, al fine di permettere alla fondazione di recuperare l’investimento profuso. Ora che sono venuti meno i presupposti, Città della Scienza va ricostruita al di là della spiaggia, nel rispetto della legge e della volontà dei cittadini che hanno raccolto le 14 mila firme per “una spiaggia per tutti” recepite dal consiglio comunale di Napoli all’ unanimità nel 2012.”

“Rilanciamo però l’ultimo appello con cui IDIS Città della Scienza chiude la nota: “Chiediamo con forza alla Magistratura di conoscere finalmente “i nomi e i cognomi di chi ha incendiato il museo e di garantire l’agibilità democratica sul territorio”; al fine di fare finalmente chiarezza su di un capitolo troppo oscuro e inquietante della nostra città.”