Bagnara sommersa (REPORTAGE VIDEO E FOTO)

(di Anna Copertino e Frank Di Serio)
Arrivare in spiaggia, pensando di stendersi su infinite spiagge di sabbia dorata, con l’odore iodato del mare, immergersi in acque cristalline e turchesi.

No, non è proprio così.

Invitati da un giovane cittadino attivo, il Sig. Giuseppe Sapio, che ci ha contattato, grazie all’associazione “Res Volturno” ci siamo recati a Castelvolturno, più precisamente in località Bagnara di Pescopagano, per sensibilizzare e concentrare l’attenzione su di un problema che da troppo tempo viene ignorato, anche se “legalmente” denunciato alle autorità competenti già dal 2007, ed ad oggi con la partecipazione dei Commissari straordinari del Comune di Castelvolturno, con una nota datata 2013, al Presidente della Regione Campania, dott. Stefano Caldoro.

Per avere un’idea di ciò che è il problema, basterebbe a chi compete una passeggiata su uno dei litorali più degradati degli ultimi vent’anni. Si troverebbero a fare slalom, tra pezzi di cemento, fili arrugginiti, false mini-scogliere nate da detriti di case, tegole e quant’altro, che emergendo dalla battigia, dal mare e dal bagnasciuga, come rami di piante morte, chiedono solo di essere sradicate, per andare a morire altrove.

La questione dell’erosione e del degrado del litorale di Castelvolturno, nella provincia tra Napoli e Caserta, è l’esempio più valido di come si sia lasciato alla merce di connivenze del “malaffare e istituzionali” quello che avrebbe potuto essere una fonte di lavoro e riscatto per molti. Il problema dell’erosione è stato, ed è, troppo spesso celato dietro la forza invasiva del mare.

Soprattutto da chi, abusivamente, per contenere i costi delle ditte edili, chiaramente colluse, ha prelevato la sabbia, per ancor più abusivamente, costruire centri commerciali e case. Inondando la zona di costruzioni inadeguate ed amianto.

Chi ne paga le conseguenze sono, come sempre, i cittadini. Famiglie che, con i loro risparmi, più di 30 fa investirono in quello che sembrava potesse essere una sorta di locale e casereccia Los Angeles. O i gestori di lidi, con tanto di licenze ed autorizzazioni, che si vedono preclusa la possibilità di continuare un lavoro che si tramanda da generazioni. Ed oggi si ritrovano costretti ad elemosinare l’attenzione di tanti e delle istituzioni, che piuttosto che risolvere la questione, preferiscono ignorarla.

Eppure, ci dicono che basterebbe che gli enti preposti autorizzassero la costruzione di una semplice scogliera a norma, come in tante altre città di mare nel mondo, atta a contenere l’erosione della costa, che negli ultimi dieci anni si è ridotta di circa 200 metri, come dimostrano foto e immagini del satellite. Senza tralasciare il crollo e l’inagibilità di abitazioni, che avvilendo i proprietari delle abitazioni confinanti, non sono invogliati ad investire per risanare, i furti per mano di piccoli delinquenti, che pur di guadagnare asportano rubinetti, fili di rame e quant’altro.

Gli abitanti della zona lamentano la mancanza di autorità competenti, che si dicono troppo impegnati in situazioni più gravi ed importanti sulle strade.

Ci viene da chiederci se sia meno importante, per l’ incolumità fisica, una costruzione per metà crollata, di fili arrugginiti, di amianto su di una spiaggia, dove spesso ancora giocano bambini, di tanto altro.

Si ringraziano:
Giuseppe Sapio, Bruno D’Alessandro, Ciro Scocca, Anna De Vita, la “Res Volturno, il Lido Le Vele, Mario Martucci, Casimiro Martucci, il Lido La Pace, Emilio Allodola, e tutti quei cittadini che ancora sono per la nostra Campania Felix.

“BAGNARA SOMMERSA. L’erosione della Castel Volturno dimenticata”
Un reportage di Road Tv Italia
A cura di Anna Copertino
Immagini e Posproduzione di Frank Di Serio

 

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