Aversa. La Reale Casa de Matti di Aversa è patrimonio collettivo

Intervento del Comune di Aversa contro le operazioni di svendita del complesso psichiatrico della Maddalena. Il vincolo di destinazione pubblica è stato posto e non saranno permesse speculazioni edilizie. La Reale Casa de Matti è salva.

All’undici settembre è datato l’allarme dell’Associazione Arte e artisti a Napoli e l’articolo Road Tv Italia che ne diede notizia. Esso fu confezionato a riguardo della svendita da parte dell’Asl di Caserta del napoleonico complesso psichiatrico aversano della Maddalena. In quest’ultimo articolo si informava la popolazione che l’Asl di Caserta, per poter trarre profitto, pubblicò a luglio un bando pubblico di vendita con scadenza a fine settembre. Architetti, intellettuali, e cittadini comuni erano però corsi ai ripari appellandosi alla Soprintendenza del Ministero dei Beni e delle Attività culturali affinché la Reale Casa de Matti della Maddalena fosse posta sotto un vincolo di destinazione pubblica.

Ricordiamo che il fu ospedale psichiatrico rappresenta non solo un archivio scientifico per la storia delle scienze psichiatriche in Italia ma, anche, una delle tante sopravvivenze della modernità meridionale precedenti al periodo unitario e sabaudo. Il complesso architettonico attualmente è, inoltre, sede di alcune associazioni e centri sociali radicati nel territorio e a servizio della comunità.

Nella riunione del Consiglio comunale di ieri il sindaco di Aversa Giuseppe Sagliocco arriva in soccorso della cittadinanza e avvisa che in merito al caso “non vi saranno speculazioni”. Al di là di qualsiasi tipo di strumentalizzazione il primo cittadino impugna il patto elettorale stabilito con i cittadini, affermando che il bando dell’Asl è non solo inopportuno ma, addirittura, illegittimo. In seguito alla riunione del consiglio comunale di ieri, consesso aperto alla cittadinanza, il Presidente Giuseppe Stabile ha dichiarato che è interesse dell’amministrazione trattare la questione con metodo democratico, e che in virtù di ciò, e in obbedienza ai precedenti protocolli d’intesa per la riqualificazione dell’opera, l’Asl è stata interdetta a proseguire gli intenti d’asta dell’immobile.

Il vincolo di utilizzo pubblico è stato confermato e ristabilito tra il Comune, l’Asl, le associazioni, e la Seconda Università di Napoli.