Aumento ATAC: cosa pensano i cittadini?

 di Domenica Natasha Turano 

Il costo del biglietto sui mezzi pubblici a Roma passerà da 1 euro per 75 minuti a 1,50 per 100 minuti, mentre l’abbonamento annuale ordinario salirà da 230 a 280 euro. La proposta per risanare i conti e rilanciare l’ATAC a partire dal mese di gennaio del nuovo anno subirà tuttavia ritardi a causa di un mancato accordo con la Regione.

«Ormai – spiega il sindaco Gianni Alemanno – è evidente che ci dovrà essere l’adeguamento tariffario. In linea con le altre città, visto che ora, dopo Milano, l’ha deciso anche Torino».

Per il sindaco di Roma si tratta di un aumento inferiore anche alla media europea, mentre per il PD i romani si ritrovano solo a pagare lo scandalo parentopoli.

Ma se tutti nel mondo politico sembrano concordare sull’aumento del biglietto, minore unione si scorge sugli effettivi vantaggi economici che esso porterebbe.

E i cittadini che ne pensano dell’adeguamento tariffario? Effettuando una breve ricerca sul web emerge subito un diffuso malcontento, ma non sull’aumento in sé, ritenuto dai più necessario per un servizio pubblico che copre grandi distanze, piuttosto sull’effettiva efficienza di tale servizio nella capitale. I cittadini non sono soddisfatti della manutenzione delle vetture, le pedane per i disabili sono per lo più assenti, il ritardo è diventato un’abitudine e i mezzi pubblici non sono più ritenuti un mezzo sicuro, in particolare dopo l’ondata di scioperi degli ultimi mesi.

Sulla pagina facebook “No aumento biglietti ATAC-METRO” si insiste soprattutto sulle seguenti parole d’ordine: rinnovo mezzi, potenziamento delle linee, aumento degli autisti in circolazione.

E mentre il commento di un cittadino all’articolo pubblicato sul Messaggero fa un po’ ridere “ATAC = Associazione Trasporti Anti Cittadini”, si fa leva sullo spirito natalizio per affrontare il rincaro di giugno, anche se, a dirla tutta, sembra sempre più evidente che con il passaggio al nuovo anno ci si dovrà adeguare non solo a un aumento sul numero del calendario.

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