Attivisti Greenpeace fermati in Russia: c’è anche un napoletano

C’è anche un napoletano tra gli attivisti di Greenpeace detenuti in Russia

di Sara Di Somma

Mosca – C’è anche un napoletano, Cristian D’Alessandro di 31 anni, nel gruppo di trenta attivisti di Greenpeace fermati in Russia dalla guardia costiera durante una manifestazione di protesta contro la piattaforma Prirazlomnaya di Gazprom. I giovani, a bordo della nave di Greenpeace International Arctic Sunrise, si erano recati sul posto per esprimere il proprio dissenso in merito all’estrazione di greggio nel mare Artico attraverso attività di perforazione. Questo metodo, infatti, appare ancora poco sicuro per l’ambiente, non essendo possibile effettuare operazioni che ripuliscano il territorio circostante in caso di fuoriuscite di petrolio.

Attualmente la nave Arctic Sunrise è posta sotto sequestro, abbordata dalla guardia costiera russa, e gli attivisti sono in essa detenuti. Di Cristian, l’attivista napoletano, la madre ha detto: “sogna un mondo migliore mio figlio e ha deciso di partire per far sapere al mondo che in Russia stanno distruggendo la calotta artica con le trivellazioni. Ho saputo da un tweet di un altro attivista che erano in pericolo, vivo nel terrore”.
Sono giorni di angoscia, quelli vissuti dalle famiglie dei giovani di Greenpeace, ma anche di speranza, in attesa che riacquistino la meritata libertà e possano tornare ai loro paesi.

La difesa dell’ambiente sembra essersi rapidamente trasformata in un reato agli occhi delle forze dell’ordine russe: gli attivisti, infatti, sono stati accusati di pirateria, reato per il quale sono previsti ben 15 anni di carcere. A far scoppiare il caso, il tentativo di due giovani di Greenpeace di piantare sulla piattaforma russa quella che in gergo è definita capsula di sopravvivenza, ovvero una tenda nella quale trovare riparo in condizioni meteorologiche estreme. La tenda sarebbe stata scambiata dai russi per una bomba.

Nel frattempo, numerose proteste in favore del rilascio degli attivisti sono già scattate in diverse parti del mondo. Sul sito di Greenpeace è possibile scrivere una email all’ambasciatore russo in Italia per promuovere un’azione positiva, affinchè vengano finalmente liberati e sia scongiurata una pena detentiva.

“Le azioni della Russia in materia di Arctic Sunrise sono incompatibili con il diritto internazionale e con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, la Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari e, eventualmente, di altri trattati internazionali”. Lo ha dichiarato Stefan Kirchner, esperto di diritto internazionale consultato da Greenpeace in seguito all’accaduto. L’esperto ha, inoltre, aggiunto “sospettiamo che il paese di Putin abbia violato i diritti umani dei membri dell’equipaggio, nonché i diritti dello Stato di bandiera (Olanda) e di rispettivi Stati membri dell’equipaggio. Al fine di rispettare il diritto internazionale, la Russia deve garantire il rapido rilascio della nave e del suo equipaggio”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *