Anno nuovo, tangenziale più cara. Pedaggio a 95 centesimi, è polemica

Il pedaggio aumenta, gli automobilisti protestano

di Giuliana Gugliotti

Anno nuovo, vita nuova. E prezzi ritoccati. Ad allietare il 2014 degli automobilisti napoletani arriva l’aumento del pedaggio della tangenziale, che ieri è passato da 90 a 95 centesimi. Un incremento che pare irrisorio, ma che è stato male accolto da quanti percorrono quotidianamente l’importante arteria di collegamento tra diverse zone della città, e non ha mancato di scatenare polemiche.

A ribellarsi contro l’aumento di 5 centesimi i Verdi guidati da Francesco Emilio Borrelli, che annuncia insieme ad altre associazioni una class action contro l’azienda di Paolo Cirino Pomicino. Soprattutto perché la tangenziale di Napoli resta l’unica in Europa ad essere a pagamento.

Dal 2006 ad oggi, nell’arco quindi di soli 7 anni, il pedaggio della Tangenziale di Napoli è aumentato del 53%, come rendono noto gli stessi Verdi. Nel 2009 si arrivò agli 80 centesimi di pedaggio, contro i 65 del 2006, una somma che è poi aumentata di 5 centesimi alla volta fino a raggiungere quota 90 centesimi 2 anni fa.

Eppure, anche se i 95 centesimi di oggi sembrano davvero troppi, i rincari sono scattati per tutte le tariffe autostradali, e anzi, sono stati contenuti rispetto alle richieste delle società autostradali, come rendono noto Maurizio Lupi e Fabrizio Saccomanni.

“La riduzione deriva dall’esigenza di attenuare l’impatto degli incrementi tariffari sull’utenza in un periodo di perdurante crisi economica”, ha spiegato il ministero delle Infrastrutture, sottolineando che gli aumenti tariffari inferiori saranno compensati grazie al futuro aggiornamento quinquennale dei piani finanziari. Così, se l’incremento richiesto dalle società era di 4,8%, la media dell’aumento effettivo dei pedaggi autostradali risulta essere del  3,9%.

Un numero ben lontano però dal 5,6% di rincaro del pedaggio della tangenziale napoletana, che risulta così essere ben al di sopra della media nazionale. Un dettaglio che fa infuriare ancora di più automobilisti e associazioni di consumatori, pronti a manifestare in piazza, pardon, davanti ai caselli.

2 gennaio 2013

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