Ancora nulla di fatto alle Camere, fase di stallo politico per il paese

5 votazioni, un unico risultato: tutto rinviato a domani. Benvenuti nel “regno” delle schede bianche

La prima giornata della XVII legislatura che vedeva la grande novità in Parlamento dei 5 stelle (qualcuno di loro ha anche giocato un pò al turista per caso con relative foto sui social network) si è chiusa con un previsto nulla di fatto. Infatti nè le due sedute al Senato, nè le ben tre votazioni alla Camera hanno espresso la maggioranza necessaria ad eleggere i relativi presidenti.

Alla Camera per tutte e tre volte Roberto Fico è risultato il più votato, anche sforando seppur di poco nella terza, il numero dei deputati a 5 stelle ( 109 il blocco, 113 alla terza votazione), simile anche il secondo scrutinio, con Fico, 110 voti, che ha la maggioranza relativa di 110 preferenze. Rispettivamente ci sono state 440 schede bianche alla seconda e 423 alla terza.

Al Senato situazione praticamente speculare, che ha visto il senatore Orellana del Ms5 avere il maggior numero di voti, 52 voti, bianche 223 schede e i restanti voto disperso.

La partita resta completamente nell’incertezza, ma ci sono segnali di spaccatura nel ventre sinistro dell’aula perché Vendola ai microfoni di Radio24 ha annunciato di essere a favore di una possibile presidenza della Camera dei Deputati ai grillini. E mentre la Lega, tramite Calderoli conferma la possibilità di una presidenza Pd al Senato e una Pdl alla Camera, fa un passo avanti anche nell’indicazione di un governo di emergenza nazionale con dentro, oltre alla Lega ovviamente, Pd, Pdl e Monti. Il Pd, da par suo, spalleggia solo con Monti , infatti il segretario Bersani dice che cercherà un accordo condiviso per avere la certezza l’indomani di trovare una convergenza sui presidenti delle due ali del Parlamento. Come a dire, forse, anche un ok indiretto ad un eventuale governo di emergenza. L’unica azione politica certa e che fa da collante, per adesso,è il tentativo di isolare in Parlamento il M5s.

Domani mattina si va avanti, nella confusione prevedibile di dichiarazioni e probabili alleanze, con la quarta votazione alla Camera e la terza votazione al Senato, entrambe previste per le 11.

Auguri.

Giancarlo Manzi

 

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