Allarme tumori, a Napoli si muore di più che in Italia (VIDEO-INTERVISTA)

A Bagnoli la maggiore incidenza di patologie oncologiche dovute all’inquinamento prodotto dall’ex Ilva

di Giuliana Gugliotti

A un anno di distanza dalla sua costituzione, l’Osservatorio Oncologico di Napoli, nato dalla collaborazione tra l’A.N.Gi.R. (Associazione Napoletana Giovani Ricercatori) e l’assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli, presenta i risultati degli studi effettuati sulla mortalità per cause oncologiche.

I dati emersi da questo primo anno di ricerche purtroppo non sono confortanti: a Napoli si muore di più di tumore rispetto al resto di Italia. “Se in Italia il trend di mortalità per malattie oncologiche è in diminuzione, a Napoli questo stesso trend si presenta purtroppo in aumento” spiega l’assessore Pina Tommasielli.

Dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2009  sono stati registrati in media 2.857 decessi all’anno per patologie tumorali. A essere colpiti sono maggiormente gli uomini, che rappresentano il 56,2% della popolazione colpita, contro il 43% delle donne. Ma a preoccupare di più è l’incidenza di alcune patologie tumorali in determinate zone della città caratterizzate da un forte inquinamento: è il caso del tumore alla prostata, che colpisce soprattutto la popolazione della Municipalità III, quindi la zona di Napoli Est, ma anche del mesotelioma pleurico, patologia dovuta alla presenza di fibre di amianto e di asbesto, che colpisce soprattutto a Bagnoli. Un segnale, questo, che i danni provocati dall’Ilva sono ancora nettamente visibili, e che i cittadini delle Municipalità IX e X ne stanno ancora pagando il prezzo sulla loro pelle, con quella che a tutti gli effetti può essere considerata una vera e propria malattia professionale.

In quest’ottica, l’Osservatorio Oncologico di Napoli è uno strumento di interfaccia fondamentale per la politica, come ha spiegato anche l’assessore Tommasielli, per capire dove portare avanti opere di bonifica e soprattutto come articolare l’offerta sanitaria in modo da prevenire l’insorgenza di patologie oncologiche specifiche e garantire ai cittadini le giuste cure.

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