Allarme Reale Casa de’Matti ad Aversa. Vendono la nostra storia!

Il fu Ospedale psichiatrico di Aversa della Maddalena, patrimonio storico e scientifico del Mezzogiorno sta per essere venduto ai privati. Contro la sua distruzione, rovina, e per la sua valorizzazione l’Associazione Arte e artisti a Napoli chiede l’intervento della Soprintendenza, degli intellettuali, e dei cittadini. Firmiamo la petizione!

Altro che portare i Bronzi di Riace o le Sette opere di misericordia del Caravaggio all’Expo. All’ASL di Caserta si lavora per il peggio. La Reale Casa dei Matti ad Aversa, conosciuto meglio come l’Ospedale psichiatrico Santa Maria Maddalena, come altro e troppo in Campania, è in stato avanzato di degrado ed è sempre più minacciato dall’incipiente rischio di crolli tra invadente vegetazione ruderale e completo abbandono da parte delle istituzioni. Come se non bastasse l’ASL di Caserta lo sta per vendere al primo privato di turno, strappando al Mezzogiorno un pezzo della sua storia scientifica napoleonica e borbonica!  

L’Associazione Arte e artisti a Napoli lancia l’allarme e ne rivendica, insieme a più di 10.000 iscritti, il valore storico e scientifico per Napoli e il Mezzogiorno d’Italia.

Durante il periodo napoleonico il re di Napoli Gioacchino Murat, si apprestava a improntare anch’egli il Mezzogiorno di primati scientifici, culturali, ed economici con la fondazione nel 1813 di uno dei primi ospedali psichiatrici della penisola. In precedenza, e sin dal XVI secolo, i sofferenti erano ricoverati o nel reparto speciale dell’Ospedale Incurabili o nei padiglioni dell’Ave Gratia Plena, ma alle soglie dell’Ottocento, a cavallo della II grande rivoluzione scientifica (delle Scienze critiche dette umane) e della sistematizzazione di discipline come la biologia, l’economia, etc, si rese necessaria la fondazione di un istituto preposto non solo ad accogliere questo particolare tipo di pazienti ma, anche, allo studio clinico e medico moderno.

Il Manicomio trovò ospitalità nell’antico complesso conventuale dei frati minori osservanti, il quale già a sua volta aveva allocato l’Hospitium leprosorum S. Mariae Magdalenae per la cura dei lebbrosi. Gli edifici dell’Ospedale ricoprono la sconcertante superficie di 17o.000 metri quadrati, di 40.000 di edifici lordi (il Grande fabbricato, la sezione Chiarugi, la Sezione Puca, la Sezione Verga, la Sezione Virgilio, la Sezione Bonomo, la Sezione ex-Bianchi, Villa Motti, Monoblocchi A e B, Sala mortuaria, la Lavanderia, le Officine, i magazzini, le guardianie, i parcheggi) tra cui i giardini e la Cappella dedicata alla Maddalena innalzata nel 1269 da Carlo I d’Angiò, il quale desiderò costruire un convento da dedicare all’Ordine ospedaliero dei cavalieri di San Giovanni. Storto o morto le pietre su cui l’istituto manicomiale si erge ha circa 750 anni ed ha attraversato quasi l’intera storia del Mezzogiorno come regno e nazione indipendente.

In seguito alla volontà dell’ASL di Caserta di trarne profitto a luglio è stato indetto un bando pubblico di vendita con scadenza a fine settembre. Architetti, intellettuali, e cittadini comuni sono però corsi ai ripari appellandosi alla Soprintendenza del Ministero dei Beni e delle Attività culturali affinché sia posto un vincolo di destinazione pubblica per l’intera opera. Questa iniziativa è inserita all’interno delle molteplici attività e lavori di recupero, difesa, e valorizzazione delle radici meridionali, i quali a cavallo del revisionismo storico, della delegittimazione dell’unità risorgimentale, della crisi politica e culturale del nostro paese, sta gettando le basi per una nuova cultura europea.

L’Ospedale psichiatrico di Aversa è stato in funzione fino al 1980, anno del distruttivo terremoto, ed è un importante sito per capire e approfondire la storia delle scienze mediche e psicologiche in Italia e nel Mezzogiorno. Probabile, addirittura, che non solo la detenzione ma anche lo studio e la cura clinica dei folli fosse storicamente precedente alla nascita della neurologia, alle scoperte del medico Charcot della Salpetrière, e degli studi giovanili sull’isteria di Freud.

Come si può notare ad Aversa nacque una parte dell’Occidente scientifico, uno di quei poteri più osceni, quello psichiatrico, e ciò non può essere dimenticato o distrutto. Attualmente la struttura ospita  alcune associazioni come la “Fuori di zucca”(ovvero la fattoria sociale in cui la cooperativa Sociale “Un fiore per la vita” e la Cooperativa “Il Millepiedi”  hanno realizzato una vasta area verde costituita dal grande parco dell’ex-ospedale. In esso un luogo simbolo di malattia e sofferenza diventa luogo di sano svago e di educazione ad una migliore qualità della vita. La fattoria sociale “Fuori di zucca” è un’azienda agricola nella quale spazi e coltivazioni sono appositamente pensati e costruiti per essere dedicati alle visite di singole famiglie, gruppi scolastici, operatori e persone svantaggiate. Oltre a diffondere una cultura di svago alternativa e avvicinamento alla vita rurale, la fattoria offre opportunità di reinserimento lavorativo a persone svantaggiate), la Sert, l’associazione in difesa del cane, l’Archivio storico del fu Ospedale psichiatrico di Aversa (in cui vi è una ricchezza scientifica inestimabile di 70.000 faldoni, di cui 32.000 cartelle cliniche per generazioni di studiosi concentrati sulla questione del potere psichiatrico, dell’epistemologia psichiatrica italiana, del ruolo sociale e politico delle strutture manicomiali).

Il Bando per l’assegnazione è disponibile su  http://tinyurl.com/mzwnucy. Bisogna che il Complesso divenga patrimonio storico e scientifico pubblico, valorizzato e restaurato con una ricaduta culturale, sociale e scientifica.