Alessandro Di Benedetto e Giovanni Soldini doppieranno Capo Horn, ma in direzione opposta.

Due dei più grandi navigatori italiani si stanno cimentando con imprese davvero notevoli: il primo è alla caccia del record New York – San Francisco via Capo Horn, il secondo è alle prese con l’Everest della vela, il Vendée Globe.

Nei prossimi giorni due grandi navigatori italiani doppieranno Capo Horn, nella direzione opposta. Alessandro Di Benedetto resterà nella storia della navigazione per sempre, con la sua incredibile impresa di 268 giorni in mare su una barca di appena 6,50 metri, è stato il primo nella storia, ad aver compiuto il giro del mondo senza scalo e senza assistenza passando per Capo Horn e i terribili 40 Ruggenti.

In questo momento Alessandro partecipa alla regata Vendée Globe sull’IMOCA 60 Team Plastique (il giro attorno al mondo in solitario) e si trova a 600 miglia a ovest del punto più a sud del continente Americano;

Giovanni Soldini e il suo equipaggio tentano di stabilire, sul VOR70 Maserati, il nuovo record sulla rotta New York-San Francisco, sono a 1600 miglia dallo stesso punto che, invece, raggiungeranno da est.
Le loro rotte si incroceranno proprio a Capo Horn, oppure alle Falkland?

LE ULTIME POSIZIONI DI GIOVANNI SOLDINI E ALESSANDRO DI BENEDETTO

Giovanni Soldini dopo una discesa rapidissima da New York fino all’altezza di Rio de Janeiro e un rallentamento nelle ultime 48 ore per la presenza di un fronte freddo stazionario (il cancello di entrata per i mari del sud), prosegue con il suo Maserati la sua corsa verso Capo Horn con un vento da nord est.
Maserati dovrebbe arrivare a doppiare Capo Horn, distante ancora 1600 miglia, intorno al 22 gennaio. Sulle 13.225 miglia totali che separano New York e San Francisco ha già percorso più di 5.000 miglia in 15 giorni, a una media di 14,2 nodi di velocità.

Alessandro Di Benedetto si trova in dodicesima posizione nella flotta dei concorrenti del Vendée Globe. Il suo passaggio a Capo Horn è previsto nelle prossime 48 ore. Infatti il suo IMOCA 60 procede costante ad una velocità di 10/11 nodi; e si trova a 600 miglia dal temuto Capo.

È quindi improbabile che i due navigatori si incontrino esattamente nel punto geografico di Capo Horn, ma sicuramente nella stessa zona di mare. Più probabilmente all’altezza della latitudine delle isole Falkland. Sarà curioso vedere se la passeranno dallo stesso lato o sui versanti opposti.

Racconta Soldini: “Qui a bordo tutto bene anche se le ultime 48 ore sono state infernali. Abbiamo lottato metro per metro contro il poco vento e le raffiche improvvise disperdendo un sacco di energie e portando a casa poche miglia. Ma questa traversata è molto lunga, sappiamo che dobbiamo attraversare zone climatiche diverse fra loro. Qui il clima mite e caraibico dell’anticiclone di Sant’Elena è stato sostituito da un freddo intenso e pungente: la porta per i famosi Quaranta ruggenti. Ora si naviga verso sud con lo spi e tutta randa, siamo ai bordi di un alta pressione che lasciamo a sinistra, tra un’ora dobbiamo strambare e ripartire verso sud ovest. Il pericolo è quello di finirci dentro e farsi inglobare, ma faremo di tutto perché ciò non succeda”.

C’è da aggiungere che i due velisti sono in ottimi rapporti, si stimano.
Ma c’è qualche dubbio sull’umore dei due, perché mentre Di Benedetto è felice di partecipare al Vendée, a Soldini forse scoccerà non essere riuscito a partire per la Volvo Ocean Race avendo per altro già la barca. E’ evidente che gli obbiettivi e le mentalità siano diverse: a uno interessa più partecipare, l’altro ambisce di più anche a un risultato agonistico.

 

FAS

 

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