Acqua Bene Comune: Consiglio Comunale approva nuovo statuto

Acqua Bene Comune: Consiglio Comunale approva nuovo statuto

Il Comune affida all’azienda speciale Abc, Acqua Bene Comune, la gestione del ciclo integrato dell’acqua pubblica nella città di Napoli.

Oggi a Napoli, in Consiglio comunale, è stata approvata la delibera per la modifica dello statuto di Acb, affidando all’azienda speciale la gestione delle acque in città, azienda sotto la guida dell’Avv. Maurizio Montalto, sempre in prima linea a difesa dell’acqua pubblica. La convenzione, tra l’azienda speciale Acqua Bene Comune e il Comune, sarà di trentanni, nei quali Abc si occuperà non solo della gestione idrica della città, ma anche dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, e non potrà mai realizzare programmi che prevedono la vendita dell’acqua, che è e deve essere un bene comune. Una passo dunque importante per Napoli, l’unica città italiana ad aver messo in pratica l’esito del referendum del 2011, dove i cittadini italiani votarono a favore dell’acqua pubblica. “Solo Napoli ha avuto il coraggio di portare a termine quella grande sfida” – ha commento il Sindaco de Magistris.

Acqua Bene Comune – Luigi de Magistris soddisfatto

La delibera è stata approvata a maggioranza, con voto favorevole del PD. Non hanno invece partecipato al voto Ncd, Forza Italia e Fratelli d’Italia. “Vorrei ringraziare il Consiglio, l’Amministrazione, l’azienda speciale, ma in primis i cittadini ed i comitati per la tenacia e la pazienza che hanno avuto per raggiungere questo importante risultato. Napoli oggi sta scrivendo una pagina importante, a livello mondiale, sul tema dei beni comuni e la lotta alla povertà – ha commentato il sindaco Luigi de Magistris – . Abbiamo dato un segnale importante a chi oggi muore ancora di sete. Ora il prossimo passo sarà convincere la Regione, e qui chiedo l’aiuto del Pd per affossare le mire di Caldoro e della Gori, che vorrebbero affossare Abc“. Il primo cittadino di Napoli ha poi espresso il desiderio che “Abc acqua bene comune” possa essere inserita anche nello statuto della città metropolitana.